I veri benefici dell’olio di CBD sulla salute illustrati

L’uso dei consumatori e la popolarità del cannabidiolo (CBD) nel mercato statunitense è in continua crescita. Gli esperti del settore prevedono che la quota di fatturato del CBD negli Stati Uniti raggiungerà i 16 miliardi di dollari entro il 2025. Il CBD è il secondo principio attivo più diffuso nelle piante di cannabis (marijuana). Per molti anni ha costituito una parte importante della marijuana medica. Viene estratto direttamente dalla pianta di canapa, una cugina della cannabis. Viene utilizzato in prodotti come cibo, caramelle gommose e oli. Ma quali sono i veri benefici del CBD sulla salute?
Diana Rangaves
Scritto da Diana Rangaves, PharmD, Clinical Consultant, Google Scholar
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Il cannabidiolo, o CBD, è già un’industria da 1 miliardo di dollari, e le ricerche indicano che potrebbe raggiungere i 20 miliardi entro la metà del prossimo decennio. Approssimativamente, un quarto della popolazione americana ha provato il CBD. Una persona su sette fa un uso quotidiano di CBD, e questi numeri continuano a crescere. Nel 2018 gli Stati Uniti hanno approvato la Legge Agricola, rendendo legale la coltivazione della canapa industriale, fonte primaria di CBD. L’altra è la cannabis, anch’essa legale in una certa misura in 33 Stati. Negli Stati Uniti, i risultati delle elezioni del 2020 porteranno probabilmente alla legalizzazione della cannabis in ancora più Stati.

Oltre che per la sua rinnovata legalità, il CBD è diventato una tendenza per via delle affermazioni che si fanno sui suoi potenziali benefici per la salute. Le persone usano il CBD per trattare epilessia e convulsioni, ansia, depressione, disturbi del sonno, dolore cronico, artrite e infiammazione, malattie della pelle, astinenza da oppioidi, e la lista potrebbe continuare. Per avere prove concrete dei benefici sulla salute del CBD sono necessarie ulteriori ricerche. Ad ogni modo, le ricerche svolte finora sembrano promettenti. Infatti, dopo accurati studi scientifici la FDA ha già approvato un farmaco a base di CBD per il trattamento di gravi forme di epilessia.

Cos’è il CBD?

Il CBD è una delle molecole attive (dette cannabinoidi) della marijuana. Il cannabinoide più conosciuto è il THC; tuttavia, a differenza del THC, il CBD non è psicoattivo e non intossica, il che significa che non provoca “sballo”. Il CBD è anche un cannabinoide attivo della canapa. Sia la marijuana che la canapa sono piante di cannabis, ma la marijuana contiene di solito tra il 5% e il 20% di THC, mentre la canapa contiene lo 0,3% o meno di THC. Il CBD viene estratto dalla marijuana o dalla canapa. Quando è estratto dalla marijuana, il CBD può contenere un po’ di THC, ma non abbastanza da avere effetti psicoattivi.

Come funziona il CBD

Quando sostanze diverse entrano nel corpo, interagiscono con i nostri recettori e generano risposte fisiologiche. Il corpo umano contiene i recettori dei cannabinoidi, che fanno parte del nostro sistema endocannabinoide. Il nostro sistema nervoso comprende i recettori dei cannabinoidi CB1 e CB2. Sono quelli a cui il THC si lega per alterare la nostra memoria, la concentrazione e la percezioni, ponendoci in uno stato di ebbrezza. A differenza del THC, il CBD non si lega al CB1, ma si lega debolmente al CB2, e si lega o interagisce con molti altri siti recettoriali.

Ad esempio, il CBD si lega ai nostri recettori della serotonina. La serotonina controlla il nostro umore, il sonno e l’esperienza del dolore. Si lega anche ai nostri recettori vanilloidi, che influenzano la percezione del dolore e dell’infiammazione. I nostri recettori orfani sono coinvolti nella densità e nel riassorbimento osseo, nella regolazione della pressione sanguigna e nella migrazione delle cellule tumorali, e possono essere influenzati dal CBD.

L’impatto del CBD sul corpo è molto più complesso ed esteso di queste singole funzioni, motivo per cui il CBD può essere utile nel trattamento di così tante condizioni. Finora, la ricerca ha dimostrato che il CBD può colpire più di 65 aree del corpo. Poiché i meccanismi del corpo spesso si sovrappongono, questi composti possono avere notevoli benefici sulla salute generale.

I benefici sulla salute dell’assunzione di CBD

Il CBD è stato utilizzato per i suoi benefici terapeutici per migliaia di anni, da molto prima che comparisse sul nostro radar contemporaneo. Può influenzare tantissimi recettori e apparati del corpo, rendendo davvero lunga la lista dei suoi potenziali usi terapeutici. La parola “potenziale” va presa sul serio, però, perché prima di poter confermare qualunque beneficio sulla salute del CBD dovrebbero essere condotti più studi. Questa ricerca è in gran parte in corso, perciò magari non passerà molto tempo prima di ottenere la conferma delle capacità del CBD di influenzare positivamente la nostra salute. Le seguenti informazioni non dovrebbero mai sostituire le raccomandazioni di un medico. Prima di assumerlo, gli utenti di CBD dovrebbero consultare il proprio medico.

Ansia

Il CBD è pubblicizzato e utilizzato per il trattamento dell’ansia perché si lega ai recettori della serotonina nel cervello, che aiutano a regolare l’umore. L’ansia è associata a livelli bassi di serotonina. Un piccolo studio dell’NCBI ha concluso che l’uso di CBD ha ridotto l’ansia nella stragrande maggioranza dei pazienti campione, ovvero 57 su 72 pazienti totali (il 79%). Il National Institute of Drug Abuse (NIDA) ha scoperto che il CBD è un trattamento efficace per l’ansia generalizzata nei ratti. Uno studio pubblicato sul Journal of Psychopharmacology ha dimostrato che il CBD riduce i livelli d’ansia nelle persone con disturbo d’ansia sociale. Diversi studi hanno anche riportato positivamente la capacità del CBD di trattare i sintomi del DPTS. Oltre a questo, le prove aneddotiche suggeriscono in generale che il CBD è altamente efficace nella riduzione dell’ansia.

Depressione

L’impatto del CBD sui recettori della serotonina indicherebbe che il CBD ha un alto potenziale per il trattamento della depressione. Tuttavia, non sono state fatte molte ricerche sul CBD come possibile cura per la depressione. Uno studio dell’NCBI sui topi ha mostrato che il CBD può indurre effetti antidepressivi grazie al modo in cui il CBD agisce sul recettore della serotonina 5-HT2A. Un altro studio dell’NCBI sui roditori ha scoperto che il CBD è efficace nel trattamento della depressione solo in base ai livelli di serotonina esistenti nel cervello. Questo si aggiunge a molti rapporti aneddotici sull’uso del CBD per il trattamento efficace della depressione.

Dolore

La ricerca mostra che l’uso più diffuso del CBD per motivi di salute è per trattare il dolore. Studi sugli animali hanno dimostrato che il CBD è efficace come analgesico e antinfiammatorio, ma non molto è stato provato sugli esseri umani. Si ritiene che le proprietà antidolorifiche del CBD siano correlate al modo in cui si lega ai recettori endocannabinoidi. Al momento la maggior parte dei rapporti sull’efficacia del CBD nel trattamento del dolore e del dolore cronico sono aneddotici.

Sonno

Sempre più ricerche indicano che il CBD può aiutare a trattare i problemi di sonno, come l’insonnia e la difficoltà ad addormentarsi. La sua interazione con i recettori della serotonina e del GABA sembra essere un fattore determinante. La serotonina regola direttamente il sonno e i recettori del GABA riducono l’attività cerebrale, cosa che può aiutare con il rilassamento. L’ansia può svolgere un ruolo importante nell’incapacità di dormire di una persona, quindi indirettamente, qualsiasi aiuto dato dal CBD nell’alleviare l’ansia può avere un’influenza positiva anche sui disturbi del sonno.

Epilessia

Una ricerca conclusiva mostra che il CBD riduce notevolmente le crisi epilettiche sia nella quantità che nell’intensità. Le persone che soffrono di epilessia manifestano movimenti anomali nei canali del sodio, che provocano l’attivazione irregolare delle cellule cerebrali, che a sua volta può portare alle convulsioni. Il CBD impedisce quest’attivazione irregolare, mostrandosi efficace nel trattamento dell’epilessia. Un farmaco a base di CBD chiamato Epidiolex è stato approvato dalla FDA per il trattamento di forme gravi di epilessia. Ulteriori ricerche sono in corso per espandere potenzialmente il modo in cui il CBD può essere usato per trattare anche altre forme di epilessia.

Malattie neurodegenerative

Malattie Neurodegenerative come l’Alzheimer, il Parkinson e la malattia di Huntington potrebbero essere prevenute con il CBD, in gran parte grazie alle sue proprietà antinfiammatorie. Il CBD ha proprietà antiossidanti e neuroprotettive che possono aiutare anche nella prevenzione di queste malattie. Più si concludono altre ricerche più il CBD sembra promettente come metodo affidabile per proteggersi dalle malattie neurodegenerative.

Artrite

La promettente capacità del CBD di trattare il dolore e l’infiammazione è legata al suo potenziale come trattamento efficace per l’artrite. Uno studio ha rivelato che il CBD applicato localmente ha ridotto i casi e l’intensità del dolore da artrite nei ratti. Un altro studio animale ha scoperto che il CBD topico può bloccare l’infiammazione precoce che porta allo sviluppo dell’osteoartrite. Servono ancora studi clinici sugli esseri umani per confermare come il CBD può aiutare le persone che soffrono di artrite.

Diabete

Secondo il Diabetes Council, la ricerca indica che le proprietà anti-autoimmuni del CBD possono aiutare a diminuire e ritardare l’insorgenza del diabete di tipo I. Studi clinici mostrano che il CBD può prevenire i danni alle cellule che producono insulina per consentire il normale metabolismo del glucosio. Inoltre, gli studi sui topi hanno concluso che il CBD è riuscito a invertire il diabete di tipo I in fase iniziale. Per quanto riguarda il diabete di tipo II, gli effetti antinfiammatori del CBD potrebbero aiutare a ridurre la resistenza all’insulina, che si verifica per via dell’infiammazione cronica e provoca l’avanzamento della malattia. In più, il CBD potrebbe riuscire a correggere uno squilibrio degli endocannabinoidi che rende difficile perdere peso, e perdere peso è indispensabile per il trattamento del diabete di tipo II. Per comprendere appieno e utilizzare il CBD nel trattamento del diabete sono necessari ulteriori studi clinici.

Pelle

L’infiammazione è alla radice di molti problemi e disturbi della pelle. Le potenziali proprietà antinfiammatorie del CBD possono quindi essere utilizzate come trattamento topico per malattie infiammatorie della pelle come psoriasi, eczema e acne. Le testimonianze aneddotiche supportano queste affermazioni, ma ancora una volta, è cruciale la necessità di svolgere altre ricerche per confermare come il CBD potrebbe fornire sollievo alle persone che soffrono di disturbi della pelle.

Ossa

Uno studio dell’Università di Tel Aviv e dei ricercatori dell’Università Ebraica mostra che il CBD aiuta a curare le fratture ossee in modo significativo. Anche se lo studio è stato condotto sui ratti, il processo di guarigione è migliorato dopo sole otto settimane. Altre ricerche dello stesso team hanno rivelato che il CBD potrebbe promuovere la formazione di osso e ridurne la perdita, processi che aiuterebbero a combattere l’osteoporosi e le malattie correlate alle ossa in generale. Ciò è in gran parte correlato alle proprietà antinfiammatorie del CBD e al fatto che lo scheletro è regolato dai cannabinoidi. Per verificare questi studi preliminari è comunque necessaria una ricerca clinica umana.

Sclerosi multipla

La sclerosi multipla (SM) è una malattia del sistema nervoso centrale che coinvolge spasticità muscolare, infiammazione, dolore, affaticamento e depressione, e spesso porta a una diminuzione significativa della mobilità. La mancanza di opzioni di trattamento efficaci ha portato all’uso della cannabis come medicina alternativa per gestire i sintomi della SM. Tuttavia, un recente studio ha mostrato che il CBD da solo ha il potenziale per ridurre molti sintomi di questa malattia, tra cui dolore, spasticità e affaticamento, portando a una migliore mobilità. Ci sono anche prove aneddotiche sostanziali che indicano il CBD come trattamento efficace per la SM.

Altre applicazioni del CBD per la prevenzione

Studi preclinici dimostrano che il CBD può possedere proprietà antitumorali utili alla prevenzione del cancro grazie all’azione antiossidante, antinfiammatoria, e all’inibizione della migrazione delle cellule immunitarie.

L’obesità porta il recettore dei cannabinoidi CB1 a diffondersi in tutto il corpo, in particolare nei tessuti grassi. Il CBD non interagisce direttamente con i recettori CB1, ma svolge un ruolo sia nel blocco che nell’attivazione di tali recettori. Di conseguenza, può aiutare con le funzioni metaboliche, riducendo l’appetito e la perdita di peso per prevenire fin dall’inizio l’obesità disattivando il recettore CB1.

Il CBD ha effetti antiossidanti e antinfiammatori che potrebbero aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e patologie correlate. Uno studio del 2009 sui ratti ha dimostrato che il CBD può ridurre l’ipertensione, e uno studio del 2017 su esseri umani sani ha mostrato che il CBD riduce anche la pressione sanguigna. Entrambi questi studi sono stati eseguiti in condizioni altamente stressanti. Tuttavia, una revisione del 2017 ha mostrato che il CBD non era efficace nel ridurre la pressione sanguigna in condizioni normali.

Il CBD come alternativa ai farmaci odierni

Molte persone considerano il CBD un’alternativa promettente ai farmaci da prescrizione odierni che si sono dimostrati pericolosi, provocano dipendenza o altri effetti collaterali indesiderati gravi. Ad esempio, la crisi globale degli oppioidi influisce negativamente su milioni di persone all’anno, molte delle quali muoiono, e deriva in gran parte dall’uso di farmaci oppioidi assuefacenti usati come analgesici. Anche alle persone che soffrono di disturbi del sonno e ansia vengono prescritti farmaci che purtroppo tendono a portare una serie di effetti collaterali potenzialmente pericolosi. Facendo ulteriori studi, il CBD avrebbe il potenziale per essere un’alternativa sicura ed efficace a questi farmaci attualmente sul mercato.

Effetti collaterali e rischi

L’uso di CBD non è privo di rischi, anche se relativamente limitati. Questo vale soprattutto se consideriamo il fatto che molti farmaci da prescrizione attuali hanno effetti molto più gravi. Il CBD può causare effetti collaterali come sonnolenza, affaticamento, secchezza delle fauci, diarrea, irritabilità e riduzione dell’appetito. Potenzialmente può anche interagire con altri farmaci come gli anticoagulanti.

Attualmente il problema più grande con il CBD è che non è regolamentato dalla FDA. Questo mette a repentaglio la sicurezza e la purezza del CBD, perché i produttori di CBD possono introdurre elementi e contaminanti sconosciuti, e potenzialmente pericolosi, nel prodotto. Nel 2017, a Salt Lake City, diverse persone sono arrivate in un pronto soccorso incoscienti, con convulsioni e generalmente agitate o confuse dopo aver consumato il CBD della Yolo. Un test ha rivelato che il prodotto non conteneva vero CBD, ma un cannabinoide sintetico chiamato 4-CCB. Altri test effettuati sui prodotti al CBD hanno rivelato altri cannabinoidi sintetici pericolosi che causavano paranoia e attacchi di panico. Questi esempi sono casi estremi, ma non finisce qui.

Dei test sui prodotti al CBD negli Stati Uniti hanno mostrato altri problemi, tra cui il principale è che l’etichetta sui prodotti indicava un contenuto di CBD maggiore o minore di quello effettivo. Un altro rischio importante è che, secondo i test della FDA, il CBD può contenere contaminanti chimici come metalli pesanti e pesticidi.

Un altro potenziale rischio da prendere in considerazione è il fatto che ad oggi non ci siano dosaggi terapeutici efficaci noti per usare il CBD per scopi medici.

Come scegliere un prodotto al CBD

Considerando la mancanza di regolamentazione dei prodotti al CBD, trovare un marchio affidabile e sicuro da usare è della massima importanza. In giro ci sono marchi affidabili, ma è necessario fare alcune ricerche, indipendentemente dal fatto che una fonte sia o meno di qualità. Leggi questa lista dei principali criteri da verificare prima di acquistare il CBD.

a. Il CBD è incontaminato?

Solo i test di laboratorio possono dire se il tuo CBD è puro. Puro significa che è privo di pesticidi, erbicidi, solventi e qualsiasi altra cosa non riportata sull’etichetta, come cannabinoidi sintetici o altri farmaci.

b. Quanto è forte?

L’etichetta dovrebbe riportare l’intensità del CBD, a prescindere dal fatto che lo si acquisti come olio, prodotto commestibile, pillole o altro. Per esempio, se acquisti caramelle gommose al CBD, l’etichetta dovrebbe dire quanti milligrammi di CBD sono contenuti in ogni caramella. Se compri un olio di CBD, l’etichetta dovrebbe indicare la concentrazione in modo da sapere quanti milligrammi di CBD ci sono in ogni goccia.

c. È puro?

Alcuni prodotti al CBD derivano dalla marijuana piuttosto che dalla canapa e, in tal caso, potrebbe esserci del THC nel tuo prodotto. La fonte del CBD, che sia canapa o marijuana, dovrebbe essere indicata sull’etichetta.

d. È testato da laboratori esterni?

Alcune aziende comprendono dei laboratori interni che testano i loro prodotti. I test esterni offrono la massima trasparenza. Se un prodotto al CBD riporta sull’etichetta la dicitura “testato da laboratori esterni”, significa che un laboratorio di terze parti ha testato i suoi prodotti per determinarne la purezza. Questi sono i marchi CBD più affidabili.

e. L’azienda è affidabile?

Più il sito web dell’azienda e l’etichetta dicono su un prodotto al CBD, meglio è. Oltre alla dicitura “testato da laboratori esterni” riportata sull’etichetta, le aziende rispettabili elencheranno gli ingredienti, indicheranno la fonte della pianta (da quale paese proviene, addirittura la specifica coltivazione, se è biologica, ecc.), e anche il metodo di realizzazione del prodotto. In generale, se sull’etichetta non c’è scritto che il prodotto è biologico, forse è meglio trovarne uno che lo sia.

f. Com’è estratto?

Anche il metodo di produzione del tuo prodotto al CBD è importante. Ci sono diversi metodi di estrazione possibili. Un estratto dalla pianta intera, noto anche come estratto a “spettro completo”, significa che stai acquistando CBD da una pianta di marijuana che contiene anche una certa quantità di THC. In più contiene altri cannabinoidi e terpeni della pianta. Alcune ricerche mostrano che il CBD a spettro completo è più efficace grazie alla capacità delle diverse parti della pianta di agire insieme nel corpo.

Il metodo di estrazione dell’isolamento indica che il CBD è isolato, perciò nel tuo prodotto non ci sarà altro che CBD. Non c’è THC nel CBD che è stato estratto con l’isolamento.

Il modo più puro per estrarre il CBD è anche il più costoso, ed è l’estrazione con CO2. Il processo utilizza CO2 fluida come solvente, invece di prodotti chimici.

Il metodo più comune per l’estrazione del CBD è l’estrazione con etanolo. L’etanolo è il solvente utilizzato per estrarre il CBD dalla pianta di cannabis. Si tratta di un metodo veloce e meno costoso, ma potrebbe lasciare tracce di etanolo nel prodotto.

Conclusioni

Anche se il web e le aziende di CBD potrebbero tentare di attirarti con varie promesse sui benefici per la salute del CBD, l’unico certificato finora è per il trattamento di alcuni tipi di epilessia. Detto questo, la quantità di studi preliminari e prove aneddotiche sui numerosi benefici sulla salute del CBD è vasta e promettente. La cosa migliore da fare, se vuoi usare il CBD, è tenerti informato. Sapere perché vuoi utilizzarlo, quali sono le direttive della ricerca per il dosaggio e conoscere i marchi, essere consapevole dei rischi connessi, e consultare il medico prima dell’uso.

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Diana Rangaves
Diana Rangaves
PharmD, Clinical Consultant, Google Scholar
Dr. Diana Rangaves is Doctor of Pharmacy (Pharm D). She graduated from the University of California, San Francisco and specializes in pharmacotherapy management. Diana has a broad range of acute clinical background and ambulatory care. She was an academic college professor; teaching critical thinking, ethics, pharmacology, addiction, behavior patterns, pharmacy, and nursing. As a Clinical Pharmacist, she is focused on chronic or disease state management.

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